Navicellai

La presenza del più grande fiume toscano, l' Arno e la contemporanea confluenza in esso nella zona di Vicopisano del fiume (poi reso canale artificiale) della Serezza, offrirono per secoli l'opportunità alle popolazioni locali di utilizzare le loro acque (e quelle dei numerosi canali ad essi collegati) per i commerci su piccola e larga scala.

Tramite l'Arno era, infatti, possibile raggiungere sia Firenze che il porto di Livorno, i due poli commerciali della Toscana. Tramite la Serezza si risaliva verso il Padule e Lago di Bientina, rendendo quindi possibili i commerci con lo Stato di Lucca.

Ecco che le popolazioni locali si specializzarono nella navigazione fluviale, effettuata principalmente mediante navicelli, ma anche con barche di dimensioni minori. Tramite i navicelli venivano veicolati per via fluviale merci necessarie quali grani, farine e derrate alimentari, oppure merci prodotte in loco e destinate ai mercati di Firenze o al trasporto al porto di Livorno.

Il mestiere di navicellaio caratterizzò alcuni centri più di altri, in relazione alla loro vicinanza o meno con l'Arno: in questo contesto Calcinaia ed Uliveto si distinsero per essere i paesi con il maggior numero di navicellai, mentre altre località ne ebbero assai di meno. Anche questa attività si protrasse per secoli, perlomeno fino agli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale, quando lo sviluppo locale di una viabilità su strada ed il completamento degli assi viari a scorrimento veloce, determinarono la scomparsa di questo mestiere secolare.

Documenti della collezione

Elenco di navicellai del Vicariato
Elenco di trentatré navicellai del Vicariato suddivisi per località.

Nota dei navicellai comandati per andare a Pisa a caricare grani
Turni di lavoro dei navicellai del Vicariato che erano stati incaricati di andare a Pisa per caricare grani da portare a Firenze ai magazzini dell’Abbondanza. I navicellai dovevano osservare un totale di sei turni di sette giorni, intervallati da un…
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