Giochi e svago – Usi e costumi

A partire dalla fine del Settecento, con la dinastia dei Lorena e con la figura del Granduca Pietro Leopoldo, si ebbero sempre maggiori esigenze di conoscere i vari aspetti delle realtà che componevano lo Stato: si iniziò quindi, per iniziativa sovrana, a svolgere indagini conoscitive effettuate mediante questionari inviati dallo Stato alle autorità locali (Prefetti, Vicari, Delegati di Governo, Parroci, Notabili).

Per quanto approfondite e circostanziate, non bisogna dimenticare le finalità pratiche che tali relazioni rivestivano per le autorità centrali dello Stato: esse si occupavano prevalentemente di temi relativi alla situazione economica e al tessuto produttivo.

Mancavano del tutto, però, le informazioni sugli aspetti che erano connessi con la vita quotidiana delle popolazioni, i loro usi ed i loro costumi, materie queste che al di là di rapidi accenni passeggeri, non venivano mai approfondite.

Fortunatamente in archivio sono conservate una serie di relazioni che furono compiliate dai parroci nel 1842, in seguito ad una richiesta effettuata dal Prefetto di Pisa affinché si fornissero dati utili per una pubblicazione che il Dott. Attilio Zuccagni Orlandini stava realizzando sugli usi ed i costumi delle popolazioni italiane, opera che fu poi pubblicata in numerosi tomi a partire dal 1845 (Corografia Italiana, 1845-1850).

Dobbiamo osservare che non tutte le relazioni hanno lo stesso livello di accuratezza, infatti molte di esse furono realizzate con evidente trascuratezza dai parroci che si limitarono a dire solo cose ovvie e banali. Non è da escludere che queste richieste furono sentite  da alcuni di essi come un’ingerenza nel proprio campo di azione, motivo per cui profusero un impegno minimo nella raccolta delle informazioni.

Altri parroci, invece, realizzarono delle descrizioni assai efficaci e ricche di informazioni sulle tradizioni del popolo, soprattutto su quelle religiose, consentendoci così di ottenere informazione che difficilmente si sarebbero potute rintracciare.

Probabilmente queste tradizioni erano più o meno comuni a tutti i centri abitati della zona e con tutta probabilità la maggiore o minore ricchezza di particolari è direttamente proporzionale all’impegno profuso dai parroci nel ricercare le tradizioni tra i propri parrocchiani. Esemplari a tal riguardo risultano le relazioni di Vicopisano e Fornacette.

Documenti della collezione

Richieste di notizie sui costumi e usi popolari delle comunità
Lettera della Prefettura di Pisa con la quale si richiedono le notizie utili all’opera ‘Corografia dell’Italia’ di Attilio Zuccagni Orlandini. Le notizie richieste riguardano costumi e usi popolari delle singole comunità del Vicariato.

Sollecito per le informazioni richieste al Vicario regio in merito ai costumi e usi popolari
Sollecito per le informazioni richieste al Vicario regio in merito ai costumi e usi popolari.

Documento riassuntivo con minute di lettere inerenti ai costumi e usi popolari
Documento riassuntivo in cui sono trascritte le diverse minute di varie lettere inviate in merito alla raccolta di notizie sugli usi e costumi popolari. In particolare, è trascritta la richiesta inviata ai vari parroci del vicariato. A lato è…

Minuta di lettera inerente ai costumi e usi popolari
Minute di corrispondenza tra il Vicariato e la Prefettura di Pisa relative alla raccolta dei costumi e usi popolari.
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